Codice CIN per B&B e case vacanza: cos’è, dove va esposto, cosa si rischia

Il Codice Identificativo Nazionale va chiesto alla Banca dati del Ministero del Turismo ed esposto fuori dalla struttura e in ogni annuncio. Ecco cosa prevede la norma.

Pubblicato il

Tavolini all’aperto in una piazzetta di Sperlonga
Foto: ursula_iris · CC BY 3.0

Chi affitta una casa vacanza, gestisce un B&B o una struttura ricettiva in Italia ha un codice in più da conoscere: il CIN, Codice Identificativo Nazionale. È nato con l’articolo 13-ter del decreto-legge 145 del 2023 e sostituisce, a livello nazionale, la giungla di codici regionali con un identificativo unico per ogni alloggio.

A chi serve il CIN

La norma riguarda tre gruppi di alloggi:

  • le unità immobiliari ad uso abitativo date in locazione per finalità turistiche;
  • gli immobili in locazione breve, cioè quelli dell’articolo 4 del decreto-legge 50 del 2017;
  • le strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere.

In pratica: se ospiti turisti a pagamento, quasi certamente ti serve.

Come si richiede

Il codice si chiede online sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo. La banca dati nazionale nasce in accordo con le Regioni e dialoga con i loro archivi: se l’alloggio ha già un codice regionale, si parte da lì. Il Ministero mette a disposizione un manuale per l’operatore privato che guida passo per passo.

Dove va esposto

Il CIN non è un numero da tenere nel cassetto. La legge chiede di:

  • esporlo all’esterno dello stabile in cui si trova l’alloggio, nel rispetto dei vincoli urbanistici e paesaggistici;
  • indicarlo in ogni annuncio, ovunque sia pubblicato: portali, sito, social.

Anche gli intermediari e i portali che pubblicano l’annuncio sono tenuti a mostrarlo. Un buon posto in più dove farlo vedere è la guida per gli ospiti: diverse strutture di Gaeta lo riportano già in apertura della loro guida digitale, sotto il nome.

I dispositivi di sicurezza

Lo stesso articolo prevede che gli alloggi siano dotati di rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti e di estintori portatili a norma, uno ogni 200 metri quadrati di pavimento o frazione, con almeno un estintore per piano. Vale la pena leggere il comma per capire come si applica al tuo caso.

Le sanzioni

  • CIN mancante: da 800 a 8.000 euro;
  • CIN non esposto o non indicato negli annunci: da 500 a 5.000 euro;
  • dispositivi di sicurezza mancanti: da 600 a 6.000 euro.

Gli obblighi si applicano dal sessantesimo giorno dopo l’avvio della banca dati nazionale.

In breve

Chiedi il codice sulla BDSR, mettilo fuori dalla porta, in ogni annuncio e nella guida che dai agli ospiti, e controlla rilevatori ed estintori. Per i casi particolari, come più unità nello stesso stabile o gestione tramite agenzia, la strada più sicura resta il testo della norma e, se serve, il tuo commercialista o la tua associazione di categoria.

Approfondisci

Fonti

Articolo scritto con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a partire dalle fonti citate, sotto la responsabilità editoriale di ENEA Cloud. Norme, orari e prezzi possono cambiare: verifica sempre alla fonte.